La storia della Juventus Quarta parte CAMPIONI MONDIALI

 IL RINNOVAMENTO NEL PERIODO 1986-1990 CON MARCHESI E ZOFF

images?q=tbn:ANd9GcQ2f5FSKhpkKHfqw6WIcXtjwJM8bLynekunH4w5nh3st3jne7lcLgrino_marchesi.jpgTra il 1987 e il 1990, la Vecchia Signora conosce anni difficili. Con Rino Marchesi sulla panchina, la Juve iniziò la stagione 1986-87 e l’opera di rinnovamento con una vittoria per 2-0 ad Udine contro l’Udinese e nel finale di stagione, in extremis, soffia all’Inter il secondo posto, chiudendo il campionato a 39 punti, 3 in meno del capolista Napoli di Diego Armando Maradona e del ritrovato Bruno Giordano.
La stagione successiva fu molto irregolare, la Juve finita sesta in classifica con 31 punti poté accedere alla Coppa Uefa solo dopo lo spareggio contro il Torino (0-0 dopo tempo supplementari, 4-2 dopo calci di rigore).
Il 3 settembre 1989 morì in un incidente stradale a Skiernewice, in Polonia, Gaetano Scirea, per anni libero, capitano e simbolo della squadra, recordman di presenze in maglia bianconera, diventato poi vice allenatore della società. La squadra bianconera, sotto la guida di Dino Zoff, finì il campionato al 4° posto, come nella stagione successiva.

I PRIMI ANNI NOVANTA: IL NUOVO CICLO CON TRAPATTONI

foto%20Roberto%20Baggio.jpgIl 5 febbraio 1990, mentre s’inaugura lo Stadio “delle Alpi” costruito per ospitare i Mondiali d’Italia ’90, l’avvocato Vittorio Caisotti di Chiusano prende il posto di Giampiero Boniperti alla presidenza della società. La Juve, quattro anni dopo il Ciclo Leggendario (la seconda epoca d’oro nella storia bianconera) e con Dino Zoff in panchina, conquistò l’ottava Coppa Italia battendo in finale il Milan di Sacchi, pareggiando 0-0 a Torino e vincendo poi per 1-0 a Milano. Sempre in quell’anno vinse la Coppa UEFA, dopo un’emozionante doppia finale tutta italiana contro una delle più acerrime squadre rivali dei bianconeri, la Fiorentina (3-1 a Torino e 0-0 sul campo neutro di Avellino). Questi furono i primi trofei vinti dopo quattro stagioni non molto esaltanti per una squadra che era abituata a vincere sempre.
Nella stagione successiva, Zoff lasciò il posto all’emergente allenatore Gigi Maifredi, il quale, nonostante l’arrivo di nuovi campioni del calibro di Roberto Baggio (Pallone d’Oro nel 1993) Júlio César da Silva, Paolo Di Canio e Jürgen Kohler non solo non vinse nulla, ma non riuscì neanche a portare la squadra oltre il settimo posto in campionato: dopo ventinove anni, la Juve non si qualificò per nessuna competizione europea.
Nella stagione 1991-92 avvenne il ritorno Trapattoni. Con lui in panchina, il club bianconero ritornò competitivo, ma le amarezze continuarono: la Juve perse la finale di Coppa Italia contro il Parma e si piazzò seconda in campionato. Nella stagione 1992-93 la squadra venne rafforzata con Andreas Möller e Gianluca Vialli, nuovo idolo della tifoseria, e vinse per la terza volta la Coppa UEFA battendo per 3-1 in Germania e per 3-0 a Torino il Borussia Dortmund. In quel torneo la squadra segnò 32 reti, per un totale di 106 nell’intera stagione. In campionato, invece, si classificò al quarto posto.

L’ERA VINCENTE DI LIPPI (1995-1999): LA SECONDA DOPPIETTA E LA RIVOLUZIONE EUROPEA

1996.jpgSolo con l’avvento della cosiddetta Triade (composta dal direttore generale Luciano Moggi, dall’amministratore delegato Antonio Giraudo e dal vicepresidente ed ex juventino Roberto Bettega) alla guida della dirigenza sportiva ed economico-finanziaria dal 1994 fino al 2006, la Juve diede una scossa all’ambiente. Il primo passo della società per ritornare ai massimi livelli fu la scelta dell’allenatore, Marcello Lippi, che sedette sulla panchina bianconera nella stagione 1994-95, dove iniziò altro grande ciclo di vittorie in Italia ed Europa per la società.
La Vecchia Signora, dopo nove anni senza vittorie in campionato, tornò alla conquista del titolo. Oltre a vincere il suo 23° scudetto (con 59 reti e dieci punti di vantaggio sulla Lazio e sul Parma), ottenne la sua nona Coppa Italia, realizzando così la seconda “doppietta” della sua storia. L’unica nota stonata della stagione fu la sconfitta nella finale di Coppa UEFA, ad opera del Parma (1 a 0 al Tardini per gli emiliani, goal di Dino Baggio, 1 a 1 nel ritorno giocato a Milano, goal di Vialli e pareggio ancora dell’ex bianconero Dino Baggio), divenuto in quel decennio un aspro avversario per i bianconeri.
L’anno successivo la Juventus, che annoverava in squadra campioni come Fabrizio Ravanelli, Paulo Sousa, Alessandro Del Piero, Angelo Peruzzi, Didier Deschamps, Antonio Conte, Ciro Ferrara e Gianluca Pessotto, conquistò l’ultimo trofeo mancante nella bacheca societaria: la Supercoppa Italiana, un trofeo creato dalla FIGC nel 1988 sul modello della Supercoppa Europea.
Le energie vennero poi concentrate sulla Champions League (ex Coppa dei Campioni), vinta il 22 maggio 1996, a undici anni di distanza dalla triste vittoria dell’Heysel. La Juventus affrontò nella finale di Roma l’Ajax, battendolo 5-3 ai calci di rigore dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sul 1-1, in una partita palpitante e ricca di emozioni: Litmanen rispose sul finire del primo tempo regolamentare al gol del bianconero Ravanelli e, nella lotteria dei rigori, dopo gli errori di Silooy e di Davids per gli olandesi, fu decisivo il rigore messo a segno da Vladimir Jugović.
Nel 1997 la Juventus celebrò il 100° anniversario della sua fondazione con una manifestazione denominata Juvecentus. La stagione 1996-97 fu inaugurata con una nuova vittoria, nella doppia finale di Supercoppa Europea contro i vincitori della Coppa delle Coppe del Paris Saint-Germain. Si trattò di una sfida a dir poco storica, vista la roboante vittoria per 6-1 al “Parco dei Principi” di Parigi all’andata, e il 3-1 inflitto dai bianconeri a Palermo al ritorno. Ancora più esaltante fu la conquista della seconda Coppa Intercontinentale a Tokyo, il 26 novembre 1996, grazie ad un grande gol di Del Piero al 81′ contro i campioni sudamericani del River Plate. Tutte queste vittorie vennero dedicate ad un giovane campione juventino prematuramente scomparso, Andrea Fortunato, terzino sinistro morto per una grave forma di leucemia il 25 aprile 1995.
In quella stagione erano presenti giocatori come Edgar Davids (acquistato a dicembre dal Milan, dove il centrocampista si era ambientato male), Christian Vieri (ceduto l’anno dopo all’Atletico Madrid), Zinédine Zidane, e Paolo Montero. Il 24° scudetto della storia bianconera venne conquistato con 65 punti, dopo un finale palpitante a causa della rincorsa del Parma. La Juve, reduce dallo storico 6-1 inflitto a San Siro al Milan in campionato, sconfisse ed umiliò l’Ajax in due grandi semifinali vinte per 2-1 all’Amsterdam Arena, e con un perentorio 4-1 nel ritorno a Torino. La spossata squadra bianconera, però, perse per 1-3 la finale unica di Champions League a Monaco di Baviera, il 25 maggio 1997, contro il Borussia Dortmund (in cui militavano anche gli ex Kohler, Reuter, Paulo Sousa e Moeller): a nulla valse il gol di tacco segnato da Del Piero nel secondo tempo.
L’anno successivo, la squadra vinse la Supercoppa Italiana ed il 25° scudetto grazie al tandem d’attacco composto da Del Piero e Inzaghi (acquistato dall’Atalanta al posto di Vieri), ma nella terza finale consecutiva di Champions League, giocata ad Amsterdam il 25 maggio 1998, cedette per 0-1 al Real Madrid, che trionfò grazie al gol in netto fuorigioco siglato da Predrag Mijatovic.
Nella stagione 1998-99, proprio quando la Juventus era in testa alla classifica, si infortunò, nella partita di campionato contro l’Udinese, Alessandro Del Piero, dando il via ad una serie di episodi sfortunati che accompagnarono la squadra per tutta la stagione, culminata con le dimissioni di Lippi (che approdò nella stagione successiva all’Inter). Al suo posto subentrò Carlo Ancelotti, che condusse la Juventus al sesto posto in campionato e alle semifinali di Champions League contro il Manchester United, che eliminò i bianconeri con un’incredibile sconfitta su rimonta al “delle Alpi” (da 2-0 a 2-3).

La storia della Juventus Quarta parte CAMPIONI MONDIALIultima modifica: 2011-01-19T13:22:00+00:00da juvenews
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