Metamorfosi

juventus.jpgLa cosa che più mi è dispiaciuta ieri non è stata la sconfitta.
Non è stato neppure il “come si è perso”, senza un tiro in porta ed un’azione degna di questo nome.
Non è stata l’incomprensibile lentezza di questa squadra, che riesce a stare in 11 dietro la linea della palla, ma che mai riesce a ripartire in velocità. Si aspetta sempre l’avanzamento di tutti, passando la palla indietro od orizzontalmente, lasciando tutto il tempo agli avversarsi di riposizionarsi.
Non sono stati i sorrisi e gli abbracci con gli avversarsi alla fine, che va bene l’educazione ed il rispetto, ma quasi sembravano contenti di aver perso, o comunque che non gli importasse della sconfitta.
Non è stato il comprendere come si possa avere una squadra di serie A dove nessun terzino e nessuna ala, una volta arrivato vicino al fondo, sia in grado di fare un cross in area.
Non è stato constatare che da 3 partite non facciamo un gol. Eppure ora il centravanti ce lo abbiamo (cit.)!
Non è stata la consapevolezza che questa squadra è incapace di vincere 3 partite di seguito, ma è bravissima a perderne 3 consecutivamente.
Non è stato il prendere atto come questo gruppo non sia in grado quasi di competere neppure per un posto in EL, pur non avendo una rosa inferiore a molte delle squadre che la precedono in classifica.
Ciò che mi è dispiaciuto di più ieri sera sono state le dichiarazioni a fine partita.
Praticamente tutti hanno ripetuto, molto serenamente, la stessa cosa : “Ma che potevamo fare? Abbiamo perso contro la prima in classifica, ci sta!”. Alla Juve, ci sta un corno! (e scusate l’espressione).
Più di qualche volta nelle pagine di questo blog, abbiamo ricordato come la vera Juve vinceva le partite già all’ingresso del tunnel, prima di entrare in campo. Il carattere, la voglia di vincere, la consapevolezza della propria superiorità si respiravano nell’aria prima ancora del fischio d’inizio. Ora siamo diventati “l’altra squadra”, quella che nel tunnel vede l’avversario quotato e si cala le braghe prima ancora di cominciare la partita, tanto perdere con i primi ci sta!
Il processo di provincializzazione si è completato.
Ed è palese anche dal fatto che nessun giornalista ha pensato che la panchina di Delneri fosse in pericolo sabato notte, era tutta la settimana che si ripeteva che il lavoro del friulano non poteva essere giudicato dopo la partita con il Milan, perché perdere con la prima in classifica, ci sta! Considerazioni tipiche per le squadre di media/bassa classifica.
Non è bastato, come molti tifosi si auspicavano (me compresa!) l’arrivo, dietro le scrivanie, di Andrea Agnelli e di Nedved a ricordare di che pasta è fatta la Juve. Anche loro sono stati travolti dalla “mediocrizazzione” della società?
Comunque Moggi e Lippi o Capello mai, al termine di una partita avrebbero detto con quella seraficità: “Ma che potevamo fare? Abbiamo perso contro la prima in classifica, ci sta!”. E sentirlo, invece, pronunciare da Marotta o Delneri dispiace ma non spaventa, perché in fondo loro lo hanno detto per tutta la loro vita professionale.
E’ sentirlo dire da Del Piero che terrorizza, perché 4 anni fa lui non l’avrebbe detto!

Questo articolo è di Roberta

Metamorfosiultima modifica: 2011-03-06T22:03:00+00:00da juvenews
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