Il paradiso può attendere

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Traggo un articolo di Juvenews che  rispecchi FINALMENTE un pò di realismo.

Forza Juventus ( sempre )

Andre 29

“Quest’anno dobbiamo lottare per la Champions, e questo vuol dire non perdere terreno, stringere i denti, sfruttare le occasioni fortunate, lottare e magari vincere negli scontri diretti e soprattutto impostare un trend di crescita che ci consenta prestazioni brillant,i soprattutto nel cuore del campionato fino alla primavera.”

Dopo il gol di Quagliarella abbiamo forse pensato tutti ad un’annata leggermente più ambiziosa, del resto sarebbe stato il terzo successo consecutivo e il settimo utile, la vittoria della tenacia e fortuna contro un Brescia che aveva dominato il primo tempo.

La folgore di Diamanti ci riporta alla condizione normale di una Juve che con gli infortuni che si ritrova e con la forma fisica precaria di alcuni dei protagonisti forse non avrebbe potuto pretendere di più da una sfida con un avversario in palla che ha avuto un giorno di riposo in più. La “medietà” di questa Juve non le consente di vincere a Bologna e Brescia, squadre coriacee e volitive che però lottano per salvarsi. Per vincere in queste partite in trasferte servono tre cose: Campioni, Collettivo, Culo. Visto che i primi, soprattutto in attacco abbondano nelle Milanesi (Ibra, Pato, Eto’o, Milito) e un buon mix tra le tre C ha arriso a Roma e Napoli ultimamente, ecco che ci ritroviamo 5° in classifica (c’è la stella cadente Lazio davanti) ma 5°anche nelle gerarchie espresse in campo, superati anche da quella Roma che comunque è più rodata di noi (ricordiamo i dei 25 risultati utili consecutivi dell’anno scorso).

Questo perché il nostro Collettivo e’ sfaldato dagli infortuni (pensate ad avere Grygera, Melo, Krasic, Martinez ieri), dalla condizione fisica insufficiente di alcuni elementi (Sissoko, Del Piero, Iaquinta) e dalla mancanza di Campioni, di chi con un guizzo decisivo può cinicamente “rubare” tre punti al Rigamonti. Il Culo c’è stato, sulla traversa di Eder, sugli incredibili errori dello stesso Eder e di Caracciolo, ma per questioni di C..entimetri, un sensazionale bolide di Diamanti ha riportato ad un giusto pareggio il match.

Sensazioni negative striscianti ce ne sono, ma non credo che qualcuno si fosse illuso di avere, pur con 10 uomini in meno, una squadra spacca campionato, ma le sensazioni positive, a mio avviso, sono molte di più: DIETRO  Discreta solidità, pur con un Motta svagato, un Grosso e un Chiellini rientranti, un Bonucci più ombre che luci, continuiamo a prendere comunque pochi gol e ricordiamoci che da un pò di partite manca quel Mel,o diga fantastica di centrocampo e valore difensivo aggiunto;

 IN MEZZO  il centrocampo ritrova pezzi e alternative, se Aquilani cala di tono e Sissoko sfodera l’ennesima prestazione traballante, ecco un generoso (ma grigio) Marchisio, un inesauribile (ma sterile) Pepe, ma soprattutto due nuovi ricambi in più: gli esterni Lanzafame e Brazzo che nel 442 delneriano servono come il pane;DAVANTI – pur con un uomo in meno (il capitano) Quagliarella continua a dimostrare buona mobilità e discrete statistiche sottoporta, e Iaquinta, pur non facendo granché ha dato maggiore profondità e pericolosità alle azioni; 

SULLE FASCE arrivano i cross, giusti, sbagliati, lenti, prevedibili, ma arrivano: Grosso, Motta, Pepe, Marchisio, insomma, orfani di Krasic e Martinez tutti gli altri cercano comunque, da metà campo o dal fondo, di pescare il jolly centralmente. Dai e dai, con Iaquinta e Quaglia, qualcosa si combina. Ultimo ma non ultimo: il tecnico, corregge le inefficienze del primo tempo, leva il lumacone del Piero, risparmia al calante Aquilani l’ultimo quarto d’ora investendo ancora su Brazzo e subito sul rientrante Lanzafame. Avesse la metà dei dieci che stanno fuori riuscirebbe a proporre delle Juve in palla anche ogni tre giorni. Ora la Roma, vogliamo dire che e’ una partita che vale doppio? no vale triplo: per la champion’s, per Ranieri, per l’entusiasmo. Accenderò un cero a San Filippo se potremo contare su un superMelo e sarò curioso di vedere al posto di Motta chi arretra a esterno basso (su vucinic…) Pepe o Brazzo, e se davanti avremo FantaAlex o l’abulico nonnetto del Piero.

Marco “La Certezza” Storari. 6. Dopo le prime superbe dimostrazioni di forza nell’uno contro uno, ormai dimostra buona sicurezza anche nei tiri da fuori e nei cross. Nessuna parata difficilissima.

Marco “Legnoso” Motta. 5.5. Tutti i pericoli vengono dalla sua parte, le sassate di Eder, i cross per Caracciolo, il bolide di Diamanti. Senza Krasic davanti si sovrappone di più (qualche cross ma nessun pericolo) ma difetta come e più del solito dietro.Mancherà con la Roma e non so dire se è un male o un bene, vista magari la voglia di ben figurare davanti a chi l’ha scartato di fatto.

Leo “Iceman” Bonucci. 5.5. Lento, a volte svagato e impreciso, come volevasi dimostrare è tornato Chiellini e lui, magari anche stanco, gioca maluccio ed è graziato due volte da Caracciolo che vaga dalle sue parti sfuggendo a Chiellini. Con la Roma servirà una prestazione decisamente più lucida.

Giorgio “Pietroso” Chiellini. 6. Mi è parso più flemmatico e lento del solito. Al rientro non può sfoderare quell’esuberanza fisica che lo distingue dagli altri marcatori, pertanto si limita a tenere moderatamente chiusi i varchi con un occhio a Grosso. Anche per lui vale l’auspicio di una forma diversa con la Roma.

Fabio “Verve” Grosso. 6.5. Discreto in chiusura, discreto in interdizione e impostazione, decisamente valido in appoggio e sovrapposizioni quando duetta bene con Marchisio e ancora di più con Pepe e va a servire Quagliarella per l’1-0. Toh guarda! Un terzino a 2 milioni (l’ingaggio), magari alla fine resta. Vediamo come reagisce alle serpentine di Menez.

Simone “Motorino” Pepe. 6. La corsa c’è, tutto il resto no. Stavolta non gli riescono i duetti con Del Piero (per la latitanza di quest’ultimo) e nemmeno un cross o un inserimento che è uno. Il ricordo di un Pepe quasi terza punta quando Krasic furoreggiava dall’altro lato è svanito. Resta l’impegno, ma i piedi scarseggiano.

Momo “Shock” Sissoko. 5. Più che interdire lascia interdetti tutti noi al ricordo di quel magnifico giocatore di due anni fa, che ci esaltava per scivolate, stoppate e ripartenze. E’ molto presente lì in mezzo, ma un Hetemaj qualsiasi gioca molto meglio e un ferro vecchio come Baiocco non gli è da meno. Continuo a sperare non sia in formissima se no meglio un Bacinovic qualsiasi.

Alberto “La Mente” Aquilani. 6. I piedi ci sono, la testa c’è. Stavolta manca la forma fisica, la lucidità e il movimento dei compagni e con un centrocampo bresciano affollato e dinamico Aquilani sembra perdersi. Il ragazzo però cerca di impostare il gioco da solo per un’oretta e se i risultati sono grami non è solo colpa sua. Qualche erroruccio di troppo ma la prestazione per me è moderatamente sufficiente. Con la sua Roma e il gladiatore Melo al fianco può farci sognare.

Claudio “Sostanza” Marchisio. 6. Destra, sinistra, in mezzo. Ottima legna, discreta qualità, zero lampi però. Anche da lui mi aspetto la classica crescita da big match, sabato sera.

Alex “Monumento” Del Piero. NG. Glissiamo amabilmente su un giocatore che MAI avrebbe dovuto giocare 4 partite in 9 giorni. La prestazione peggiore subito dopo quella migliore da 7, avrebbe meritato quasi la metà del voto. Cosa ci riserverà sabato sera? La leggenda o il monumento immobile e cocciuto? Fabio “BumBum” Quagliarella. 7. Colpo di testa sventato, palo, gol, quasi gol, movimento, sponde e scambi, sia con l’assente del Piero, sia col rientrante Iaquinta e sesto gol in dieci partite, meglio di lui solo Eto’o e Cavani, come o peggio di lui Pato, Ibra, Borriello tutti gli altri, cosa si vuole di più da un prestito oneroso che sostituiva il trequartista Diego che si scazzotta agli allenamenti del wolfsburg nelle zone bassissime della bundesliga?

Gigi “a un passo dal paradiso” Del Neri. 6. La partenza lenta della Juve di quest’anno, i rocamboleschi 3-3, la pareggite di coppa, i botti milanesi, l’altalena tra goleade interne e pareggino esterni, l’emergenza nera. Tutto complotta a rendere ancora incerto il ruolo della Juve no limits/too limits di quest’anno. La parziale solidità difensiva è comunque un pregio e la sterilità offensiva nelle ultime trasferte può comunque essere addebitata all’assenza di Krasic e dei migliori Amauri e Iaquinta. Per l’ennesima volta si trova davanti ad un bivio in casa con la Roma, come fu per Ferrara l’anno scorso (incredibile 1-2 in casa). Ci arriva dopo un pareggio grigio ma comunque in ripresa a Brescia e dopo una folgore di Diamanti che non gli da tre punti d’oro ma anche immeritati dopo le tre nitide occasioni bresciane del primo tempo. Siamo sempre a un passo dal paradiso: il rigore di Bologna, l’illusione di Brescia, pochi centimetri e saremmo più su del Milan, ma senza meritarcelo.

CONCLUSIONE: Siamo partiti ad handicap (1 punto in 2 partite, 4 punti nelle prime 4) poi abbiamo fatto 15 punti in 7 gare pur andando due volte a Milano e in pienissima emergenza, col migliore attacco in A e una difesa meno traballante. Ora stiamo ritrovando pezzi (seconda partita senza infortuni) e teniamo alta la concentrazione per meritarcelo quel paradiso, proprio contro la Roma che è ad un soffio come noi. Davanti le milanesi non ci interessano, se non quando le riaffronteremo a Torino. Ora a Del Neri interessa la squalifica di Motta, il ritorno di Brazzo e Lanzafame, le condizioni di Melo, Iaquinta o Del Piero.

Con la Roma potremo vincere o perdere ma la Juve di Del Neri non delude mai, al massimo illude per poi non spiccare completamente il volo. In ogni caso sapevamo già che la pista del decollo sarebbe stata lunghissima e ci auguriamo che lo possa essere anche la trasvolata.

Il paradiso può attendereultima modifica: 2010-11-11T12:24:38+01:00da juvenews
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